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Il lago di Loch Ness e la Boleskine House

Il lago di Loch Ness e la Boleskine House

Per gli amanti della criptozoologia, la Scozia ed in particolare il lago di Loch Ness è sicuramente uno dei principali luoghi da esplorare, e merita ad ogni modo almeno una tappa. Fermo restando che un viaggio in Scozia, per il fascino dei paesaggi, per il clima suggestivo e per le testimonianze storiche merita sicuramente una permanenza di almeno sette giorni, possibilmente con una vettura a noleggio, riteniamo che sia imprenscindibile per chi si trovasse a visitare l’Inverness, fare una puntatina a sud-ovest e raggiungere il lago di Loch Ness nelle Highlands scozzesi. Non bisogna dimenticare, però, che sul lago di Loch Ness sorge anche un antico maniero, famoso sia per essere stato il luogo da cui Mr. Wilson scattò la presunta foto del “mostro di Loch Ness” (cfr.la foto in bianco e nero, che poi si rivelerà un falso), sia, da un punto di vista esoterico, per essere stata dal 1899 al 1918 la residenza del noto occultista Aleyster Crowley.

Il Mostro di Loch Ness

Il fascino del lago, oltre ad essere di carattere naturalistico per la suggestività del paesaggio, è dovuto in gran parte alla leggenda circa il cosiddetto “mostro di loch ness”, un mitico animale acquatico le cui prime testimonianze risalgono addirittura al 565 d.c. Ma in realtà, è solo a partire dagli inizi del novecento, che la curiosità intorno a questa leggendaria creatura ha suscitato la notorietà del posto che è vivissima anche ai giorni nostri. A questa notorietà ovviamente ha contribuito anche la fotografia scattata nel 1934 da Mr.Wilson (poi rivelatasi falsa nel 1994) e le testimonianze di alcuni testimoni oculari tra cui George Spicer nel 1933 ed Alex Campbell, che sosteneva di aver avvistato “Nessy” almeno diciotto volte. Secondo i più accaniti sostenitori della veridicità del mostro di loch ness, si tratterebbe di una sorta di rettile acquaticol, un serpente lacustre gigante, che sarebbe addirittura una creatura preistorica rimasta imprigionata nel lago durante la sua formazione, ed in particolare si tratterebbe di un plesiosauro. Tuttavia secondo gli scienziati la formazione del lago di Loch Ness è decisamente troppo recente (sebbene risalga al periodo della grande glaciazione) per contenere un “sopravvissuto” di questa specie, che hai tempi sarebbe stata già estinta da migliaia di anni. Oltre alle prove fotografiche dubbie, ed alle testimonianze oculari, la presenza di una creatura vivente di dimensioni giganteste all’interno del lago di Loch Ness viene spesso argomentata per induzione, attraverso dei moti ondosi non altrimenti spiegabili all’interno dello specchio lacustre. In realtà secondo alcuni ricercatori, tale moto ondoso potrebbe essere prodotto da piccoli movimenti sismici che genererebbero le onde e le bolle d’aria che sono state documentate, e che secondo alcuni sarebbero “il respiro del mostro.”

La Boleskine House

Sulle sponde del lago, poi, per aggiungere ancora un pizzico di mistero a questo luogo già misterioso di suo, per le leggente millenarie circa il mostro di cui abbiamo parlato, sorge anche la “Boleskine House”, vero luogo di culto per tutti gli appassionati di esoterismo e di occultismo.boleskine Si tratta infatti della casa in cui dal 1899 al 1918 abiterà Aleyster Crowley, il noto occultista. Forse lo stesso Crowley era stato attratta dall’alone di mistero che non solo circondava il lago, ma anche la casa stessa; il cimitero poco distante dalla “Boleskine House”, infatti, sarebbe, secondo la leggenda, il luogo in cui sono sepolti centinaia di fedeli vittime di un incendio che avrebbe distrutto una vecchia chiesa che si sarebbe dovuta trovare proprio lì dove ora sorge il cimitero.

Ma indipendentemente dalle leggende precedenti, la Boleskine House deriva la propria “nera” fama, proprio da Aleyster Crowley, che secondo la tradizione la avrebbe trasformata per essere il proprio centro di interessi e la pietra miliare su cui, Crowley avrebbe poi creato la propria setta: Thelema. Si racconta che all’interno dell’abitazione si svolgessero riti satanici a sfondo sessuale, nonchè sacrifici di animali; la conformazione architettonica del luogo, con la porta che dava verso nord, su un cortile di sabbia, la avrebbe fatta scegliere ad Aleyster Crowley che cercava un luogo simile a quello indicato in un antico manoscritto dovuto ad un mago ebreo del XV secolo, tale Lamech, che portava il titolo di The Sacred Magic of Abra-Melin the Mage, e che probabilmente era stato una delle fonti di ispirazioni di Crowley.

La Boleskine House viene abbandonata da Crowley, senza apparente motivo, nel 1918, e da allora rimase pressocchè abbandonata fino al 1970, meta soltanto di “talemiti” e satanisti in cerca di curiosità. Nel 1970 Jimmy Page, che era ossessionato dall’esoterismo e dalla figura di Aleyster Crowley, la comprò e vi si trasferiva spesso, anche con gli altri componenti della Band per trarne ispirazione. Ma nei dieci anni successivi una serie di disgrazie sembrarono coinvolgere Page ed i membri dei Led Zeppelin: prima muore Keith Harwod, socio della band; poi Keith Relf, ex-membro e turnista con gli Zeppelin, fulminato a causa di un corto circuito; qualche anno dopo muore anche il figlio di 5 anni di Robert Plant, cantante dei Led Zeppelin, ed infine proprio nella Boleskine House, muore John Bonham, nel 1980, per abuso di alcol. Solo allora Jimmy Page decide di vendere la casa, che prima rimase disabitata, poi diventò un Bed and Breakfast, ed infine ad oggi è una abitazione privata.

 

Altri luoghi in prossimita del lago di Lochness

In zona, sulle diverse sponde del lago, per concludere, è poi possibile trovare i resti di antichi manieri che contribuiscono a dare un fascino misterioso e suggestivo sia al panorama che all’intera storia del luogo. Tra essi una menzione (ed una visita) merita a nostro parere anche il castello di Urquhart, probabilmente risalente al XIII secole, e che vanta anch’esso di una fama “grigia”. Infatti, affinchè non cadesse nelle mani dei giacobiti fu fatto esplodere (molto probabilmente con gli stessi artificieri all’interno) nel 1692.

 

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